Vista dall’alto

Il Po, un anno dopo

Quindici confronti PlanetScope, quasi sempre nello stesso giorno di agosto del 2025 e del 2026, lungo il fiume, i suoi affluenti e i ghiacciai che lo alimentano

Pubblicato su Il Post · 14 agosto 2026

Nell’estate del 2026 il bacino del Po attraversa una delle crisi idriche più gravi degli ultimi anni. L’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po ha confermato il 6 agosto un livello di severità idrica «alta» su scala distrettuale. Il bollettino del 13 agosto registra, per quasi tutte le sezioni idrometriche di riferimento, condizioni di siccità severa secondo l’indice SFI degli ultimi trenta giorni, con Cremona e Borgoforte in siccità estrema. La portata a Pontelagoscuro, dove il Po incontra il mare, il 12 agosto era di 233 metri cubi al secondo, ben sotto la soglia di 450 metri cubi al secondo che segna il rischio di risalita del cuneo salino nel delta.

Anche i grandi laghi prealpini, che regolano le portate del fiume nei mesi estivi, sono in difficoltà: il Lago Maggiore è in siccità estrema, Como e Iseo in siccità severa, mentre solo il Garda resta nella norma. Secondo l’Osservatorio europeo sulla siccità di Copernicus, aggiornato al 10 agosto, quest’estate il Po ha toccato insieme a Reno, Danubio e Loira i livelli più bassi mai registrati in agosto; a fine luglio circa metà del territorio dell’Unione europea e del Regno Unito era in una condizione di siccità di qualche livello, con il 9% in stato di allerta (contro l’11% dello stesso periodo del 2022 e il 3% del 2018).

A monte, il caldo eccezionale accelera anche lo scioglimento dei ghiacciai del massiccio del Monte Bianco, che alimentano parte delle riserve idriche alpine: la stazione ARPA Valle d’Aosta posta a 4.750 metri di quota ha registrato più volte temperature sopra lo zero nella seconda metà di giugno 2026, una condizione anomala per quell’altitudine.

Gli effetti si vedono lungo tutto il corso del fiume. A Torino, dove secondo l’ARPA Piemonte sul bacino del Po sono caduti a giugno il 36% e a luglio il 54% di pioggia in meno rispetto alla media 1991-2020, il Po ospita da fine maggio una proliferazione anomala di alghe che il Comune non è riuscito a contenere nonostante la rimozione di oltre 200 tonnellate di vegetazione. Nelle risaie della Lomellina e del Vercellese, il Consorzio Est Sesia ha introdotto per la prima volta un sistema di turnazione dell’acqua tra i diversi comprensori, e Confagricoltura Pavia stima per il settore risicolo locale perdite superiori a 100 milioni di euro.

Le quindici coppie di immagini PlanetScope che seguono confrontano lo stesso punto a un anno di distanza, quasi sempre nello stesso giorno di agosto tra il 2025 e il 2026: muovi la barra verticale per vedere il prima e il dopo.

I ghiacciai a monte

Monte Bianco, 8 agosto 2025
Monte Bianco, 8 agosto 2026
8 ago 20258 ago 2026

Figura 1 — Monte Bianco, 8 agosto 2025 / 8 agosto 2026. Il versante tra i ghiacciai del Miage e della Brenva mostra a inizio agosto 2026 una coltre nevosa più ridotta e margini glaciali più esposti rispetto allo stesso periodo del 2025. La stazione ARPA Valle d’Aosta posta sulla vetta, a 4.750 metri, ha registrato più volte temperature sopra lo zero nella seconda metà di giugno 2026, condizione anomala per quella quota che accelera la fusione di neve, ghiaccio e permafrost. Fonte: Planet Labs PBC.

Il Lago Maggiore

Arona, 13 agosto 2025
Arona, 12 agosto 2026
13 ago 202512 ago 2026

Figura 2 — Arona, 13 agosto 2025 / 12 agosto 2026. La sponda del Lago Maggiore ad Arona, con il promontorio della Rocca e l’imbocco del golfo Borromeo. Il lago, che regola parte delle portate del Po nei mesi estivi, è classificato dall’Autorità di bacino del Po in siccità estrema per il periodo, sulla base dei volumi invasati. Fonte: Planet Labs PBC.

Arona, dettaglio, 13 agosto 2025
Arona, dettaglio, 12 agosto 2026
13 ago 202512 ago 2026

Figura 3 — Arona, dettaglio, 13 agosto 2025 / 12 agosto 2026. Vista ravvicinata della sponda urbana di Arona. Il confronto rende visibile una fascia di terreno costiero più ampia lungo la riva nel 2026, coerente con il livello del lago sotto la media segnalato dall’Autorità di bacino. Fonte: Planet Labs PBC.

Il Po a Torino e nel Vercellese

Torino, 13 agosto 2025
Torino, 12 agosto 2026
13 ago 202512 ago 2026

Figura 4 — Torino, 13 agosto 2025 / 12 agosto 2026. Il tratto del Po che attraversa Torino, nella zona dei Murazzi. Da fine maggio 2026 il fiume ospita una proliferazione anomala di alghe e piante acquatiche, favorita da livelli più bassi e acque più calde; tra giugno e luglio il Comune ha rimosso oltre 200 tonnellate di vegetazione senza risolvere il problema. Fonte: Planet Labs PBC.

Crescentino, 13 agosto 2025
Crescentino, 12 agosto 2026
13 ago 202512 ago 2026

Figura 5 — Crescentino, 13 agosto 2025 / 12 agosto 2026. Un ampio meandro del Po nel tratto vercellese. Le barre di sabbia e ghiaia esposte lungo le rive occupano nel 2026 una porzione di alveo visibilmente maggiore rispetto al 2025, in linea con le portate inferiori alla norma segnalate dal bollettino distrettuale. Fonte: Planet Labs PBC.

Il Sesia e le risaie

Biandrate, Sesia, 12 agosto 2025
Biandrate, Sesia, 12 agosto 2026
12 ago 202512 ago 2026

Figura 6 — Biandrate, Sesia, 12 agosto 2025 / 12 agosto 2026. Il fiume Sesia, affluente del Po, con le risaie del Vercellese sulla sponda orientale. L’alveo ghiaioso è più ampio e scoperto nel 2026; diversi campi che nel 2025 comparivano allagati per la coltivazione del riso appaiono invece bruni e asciutti, coerentemente con le difficoltà di irrigazione segnalate quest’estate dal Consorzio Est Sesia. Fonte: Planet Labs PBC.

Biandrate, Sesia, secondo punto, 12 agosto 2025
Biandrate, Sesia, secondo punto, 12 agosto 2026
12 ago 202512 ago 2026

Figura 7 — Biandrate, Sesia, secondo punto, 12 agosto 2025 / 12 agosto 2026. Un secondo punto lungo il Sesia, poco più a valle. Il confronto mostra lo stesso pattern: barre ghiaiose più estese nell’alveo e campi che passano da verdi a bruni tra le due annate. Fonte: Planet Labs PBC.

Mortara, 12 agosto 2025
Mortara, 12 agosto 2026
12 ago 202512 ago 2026

Figura 8 — Mortara, 12 agosto 2025 / 12 agosto 2026. L’area risicola della Lomellina, in provincia di Pavia, dove si concentra buona parte della produzione italiana di riso. Nel 2026 si osservano estensioni più ampie di campi dal colore bruno invece del verde uniforme delle risaie allagate: secondo Confagricoltura Pavia la stagione potrebbe costare al settore locale oltre 100 milioni di euro. Fonte: Planet Labs PBC.

Il medio Po

Pavia, 9 agosto 2025
Pavia, 9 agosto 2026
9 ago 20259 ago 2026

Figura 9 — Pavia, 9 agosto 2025 / 9 agosto 2026. La confluenza del Ticino nel Po, all’altezza di Pavia. Le barre sabbiose emerse nell’alveo del Po sono molto più estese nel 2026, e la campagna circostante appare complessivamente più arida rispetto allo stesso giorno di agosto 2025. Fonte: Planet Labs PBC.

Cremona, 9 agosto 2025
Cremona, 10 agosto 2026
9 ago 202510 ago 2026

Figura 10 — Cremona, 9 agosto 2025 / 10 agosto 2026. Il Po nel tratto cremonese. È una delle due sezioni, insieme a Borgoforte, per cui il bollettino dell’Autorità di bacino del 13 agosto 2026 segnala condizioni di «siccità estrema» in base all’indice SFI degli ultimi trenta giorni. Fonte: Planet Labs PBC.

Il basso Po e il delta

Santa Maria Maddalena, 11 agosto 2025
Santa Maria Maddalena, 11 agosto 2026
11 ago 202511 ago 2026

Figura 11 — Santa Maria Maddalena, 11 agosto 2025 / 11 agosto 2026. Il Po nel basso corso, al confine tra Veneto ed Emilia-Romagna. Anche qui l’alveo mostra nel 2026 barre sabbiose più ampie ed estese, segno di una riduzione della portata che si propaga verso valle fino al delta. Fonte: Planet Labs PBC.

Santa Maria Maddalena, dettaglio, 11 agosto 2025
Santa Maria Maddalena, dettaglio, 11 agosto 2026
11 ago 202511 ago 2026

Figura 12 — Santa Maria Maddalena, dettaglio, 11 agosto 2025 / 11 agosto 2026. Vista ravvicinata dello stesso tratto del basso Po. Il confronto evidenzia la differenza di larghezza del canale d’acqua attivo tra le due date. Fonte: Planet Labs PBC.

Mantova, 13 agosto 2025
Mantova, 13 agosto 2026
13 ago 202513 ago 2026

Figura 13 — Mantova, 13 agosto 2025 / 13 agosto 2026. Il Po nel Mantovano. Le secche sabbiose visibili nel 2026 riducono sensibilmente la larghezza del canale navigabile rispetto al 2025. Fonte: Planet Labs PBC.

Delta del Po, 14 agosto 2025
Delta del Po, 13 agosto 2026
14 ago 202513 ago 2026

Figura 14 — Delta del Po, 14 agosto 2025 / 13 agosto 2026. La foce del Po, con le lagune costiere. Da settimane l’Autorità di bacino segnala in questo tratto una persistente risalita del cuneo salino, che rende difficile o impossibile prelevare acqua dolce per l’irrigazione: il 12 agosto 2026 la portata a Pontelagoscuro, appena a monte, era di 233 metri cubi al secondo, contro una soglia critica di 450. Fonte: Planet Labs PBC.

Delta del Po, dettaglio, 14 agosto 2025
Delta del Po, dettaglio, 13 agosto 2026
14 ago 202513 ago 2026

Figura 15 — Delta del Po, dettaglio, 14 agosto 2025 / 13 agosto 2026. Dettaglio di un’ansa del delta. Anche a questa scala si riconosce una campagna circostante più arida rispetto allo stesso periodo del 2025. Fonte: Planet Labs PBC.


Fonti: Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, Aggiornamento settimanale situazione idrologica (13 agosto 2026) e Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici (6 agosto 2026); Copernicus European Drought Observatory e Joint Research Centre della Commissione europea (12 agosto 2026); ARPA Piemonte, dati citati da Il Post (11 agosto 2026); ARPA Valle d’Aosta, dati citati da Nos Alpes (20 luglio 2026); Reuters, “Drought scorches Italy’s rice belt as water supplies hit record lows” (10 agosto 2026).